nostro inviato a RiminiIl dibattito sul futuro Pdl prosegue, anche sotto gli ombrelloni. E a settembre, dicono tutti, si dovrà fare sul serio, per sciogliere anche il nodo allargamento. Intanto, però, su un’eventuale apertura alla Destra è arrivato il no di Cicchitto. Onorevole Verdini, lei è favorevole: come la mettiamo? C’è una spaccatura dentro Forza Italia?«No, non è così. Rispetto l’opinione di Fabrizio, con il quale discuto spesso, ma so cosa intende dire».Cioè?«Il suo punto di vista è chiaro: il Pdl non può essere una casa “post”, qualunque esso sia. Deve rappresentare invece una novità, contenendo al suo interno riformisti, socialisti, cattolici, laici e così via. Per superare le vecchie logiche e guardare al Ppe europeo».Francamente, la discriminante di Cicchitto sembrava piuttosto chiara: non ci può essere spazio nel Pdl per una componente filo-fascista.«Guardi, io interpreto così le sue parole: non possiamo spostare il baricentro a destra, che va tenuto al centro. Anche perché, in un sistema bipolare, ogni voto che arriva dalla sinistra vale doppio. In ogni caso, con l’ingresso nel Pdl, la Destra supererebbe già di fatto il suo percorso precedente, con un atto di fede ben chiaro. Quindi, con Cicchitto non ci sono divergenze e diciamo le stesse cose. E poi, mi chiedo, come si fa a mettere un veto a chi è stato ministro della Repubblica e presidente di Regione con il centrodestra?».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286019