È rottura tra sindacati confederali e autonomi. E non sembra destinata a sanarsi: il governo ha scelto di andare avanti solo con Cgil, Cisl e Uil, le sigle insomma, che hanno condiviso in linea di massima l’accordo quadro proposto dalla Cai e dal governo: un’intesa limitata al piano industriale, con l’impegno a trattare ancora sul nuovo contratto di lavoro. «Carta straccia» per i piloti e gli assistenti di volo che non hanno partecipato alla stesura del documento, per questo giudicato «inutile e provocatorio». Sacconi è invece soddisfatto dell’intesa raggiunta dopo ore di confronto, con i segretari generali della Cgil Guglielmo Epifani, della Cisl Raffaele Bonanni, della Uil Luigi Angeletti, e dell’Ugl Renata Polverini, e con i vertici della Cai, la società creata dalla cordata di imprenditori italiani nell’ambito del piano di salvataggio per Alitalia. L’intesa, dice il ministro del Lavoro, è «una solida base di partenza per il futuro della compagnia di bandiera». Ed anche il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, è soddisfatto di «una giornata sicuramente faticosa in cui – dice – abbiamo raggiunto qualche risultato». Diversa l’opinione del ministro ombra dell’Economia, Pierluigi Bersani, che non capisce come «il Governo intende pilotare questa trattativa: ha scelto la drammatizzazione con l’ultimatum di giovedì, poi di venerdì, oggi siamo già a lunedì.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79002