Siamo al giro di boa: ecco la sesta puntata del nostro speciale, in cui prendiamo in considerazione – appunto – il sesto dei dieci argomenti oggetto di variazione in questi primi dieci anni di MotoGP.
Il ritorno a dischi in acciaio per il mondiale riservato alle derivate di serie ha dato modo a tutti di constatare come le leghe moderne non paghino granché, in termini di prestazioni frenanti, rispetto alle fibre di carbonio: la decelerazione, tanto di una Superbike quanto di una MotoGP, ormai è limitata dalla geometria del mezzo, e gli impianti attuali offrono prestazioni capaci di andare ben oltre la massima decelerazione (attorno agli 1,6G, stando alla documentazione che Brembo mette gentilmente a disposizione degli operatori del settore ad ogni GP) tollerabile dalle GP e SBK attuali.
Nati per l’esigenza di velocizzare i cambi di cerchio e pinze sulle moto quando è necessario montare impianti in acciaio e gomme da bagnato (i freni in carbonio racing restano critici in caso di pioggia), sono stati sviluppati da Brembo e si sono rapidamente affermati.
Lo scenario sta per cambiare profondamente con l’arrivo delle CRT, che presumibilmente riapriranno le porte della categoria a fornitori nuovi – Brembo difficilmente troverà conveniente (o semplicemente opportuno…) assistere tutti, e le squadre che sceglieranno la formula CRT probabilmente cercheranno aziende più ‘motivate’ nel servizio su team di secondo piano, con il probabile obiettivo di rivendere esperienza e prodotti nei campionati minori.
Fonte:
http://www.motocorse.com/news/motomondiale/31573_10x10_Parte_6_i_freni.php