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Coldiretti: i cittadini del Bel Paese sono tra i piu’ ottimisti in EuropaCRISI: PER 4 ITALIANI SU 10 RIPRESA ECONOMICA NEL 2010

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dell’indagine Deloitte Xmas Survey 2009 che evidenzia anche che il 29 per cento degli italiani ritiene che rimarrà la stessa situazione, mentre per il 22 peggiorerà e il 10 per cento non lo sa.L’indagine del 2009 dimostra che in Italia si è verificata – sottolinea la Coldiretti – una netta inversione di tendenza rispetto allo scorso anno in cui i cittadini con una previsione negativa prevalevano di ben il 32 per cento quelli con una visione positiva, mentre ora il rapporto si è invertito e i primi sono il 17 in meno dei secondi.

Inoltre – continua la Coldiretti – i cittadini italiani si dimostrano essere i tra i piu’ ottimisti in Europa insieme agli svizzeri e ai portoghesi anche se una ripresa di fiducia è evidente in tutti i Paesi in Europa e nel mondo.Se ci sarà una ripresa economica il prossimo anno, il 58 per cento degli italiani spenderà per gli alimentari come prima della crisi, il 17 per cento più di prima e il 19 per cento meno di prima, mentre è indeciso sul da farsi il 6 per cento degli italiani, secondo l’indagine Coldiretti/Swg svolta nell’ottobre 2009.

Si tratta di una tendenza che è confermata dai primi segnali positivi sui consumi a tavola delle famiglie italiane che fanno segnare – sottolinea la Coldiretti – un timido aumento dello 0,4 per cento in quantità nei primi nove mesi dell’anno, secondo i dati Ismea ac Nielsen.Un risultato importante per la ripresa economica generale poiché quasi un euro su quattro – continua la Coldiretti – si spende per la tavola con gli acquisti di alimentari e bevande che ammontano complessivamente a 215 miliardi di euro all’anno, dei quali 144 a casa e 71 per mangiare fuori.Secondo la Fao la ripresa economica – conclude la Coldiretti – sarà accompagnata da una ripresa dei prezzi alla produzione agricola che per molti prodotti di base come riso e grano si sono praticamente dimezzati rispetto ai valori massimi raggiunti a metà 2008 mettendo in difficoltà le imprese agricole..

Fonte:

http://www.avvenire.it/GiornaleWEB2008/Templates/Pages/ArticlesInItaliaCresce.aspx?IdArticolo=ff9d81d9-a3ba-4aa1-bd8c-2a0aacaa5c58

I 470 lavoratori della Dayco, multinazionale americana che produce componenti per le auto, hanno bloccato venerdì mattina l’autostrada Torino-Milano in entrambe le direzioni, per protestare contro la chiusura dello stabilimento di Chivasso. Il blocco, nei pressi del casello di Chivasso, è durato circa un’ora. I lavoratori hanno poi raggiunto il Comune di Chivasso dove è in programma un incontro con le autorità locali. Da giovedì i lavoratori hanno bloccato le linee di produzione scioperando contro la decisione dell’azienda. Sono stati inoltre organizzati presidi davanti ai cancelli dello stabilimento dove i lavoratori sono in assemblea permanente. La multinazionale americana ha altri due stabilimenti nel torinese: Airasca e Ivrea.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80488

È rottura tra sindacati confederali e autonomi. E non sembra destinata a sanarsi: il governo ha scelto di andare avanti solo con Cgil, Cisl e Uil, le sigle insomma, che hanno condiviso in linea di massima l’accordo quadro proposto dalla Cai e dal governo: un’intesa limitata al piano industriale, con l’impegno a trattare ancora sul nuovo contratto di lavoro. «Carta straccia» per i piloti e gli assistenti di volo che non hanno partecipato alla stesura del documento, per questo giudicato «inutile e provocatorio». Sacconi è invece soddisfatto dell’intesa raggiunta dopo ore di confronto, con i segretari generali della Cgil Guglielmo Epifani, della Cisl Raffaele Bonanni, della Uil Luigi Angeletti, e dell’Ugl Renata Polverini, e con i vertici della Cai, la società creata dalla cordata di imprenditori italiani nell’ambito del piano di salvataggio per Alitalia. L’intesa, dice il ministro del Lavoro, è «una solida base di partenza per il futuro della compagnia di bandiera». Ed anche il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, è soddisfatto di «una giornata sicuramente faticosa in cui – dice – abbiamo raggiunto qualche risultato». Diversa l’opinione del ministro ombra dell’Economia, Pierluigi Bersani, che non capisce come «il Governo intende pilotare questa trattativa: ha scelto la drammatizzazione con l’ultimatum di giovedì, poi di venerdì, oggi siamo già a lunedì.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79002

Lazzate ore 20,30. Una rampa di scale ed eccoti nella sala del consiglio comunale: sedie rigorosamente verde padania. L’aula, ritagliata in un vecchio stabile completamente ristrutturato è vuota. Anzi, qui nella patria del Carroccio nella sala del parlamentino tre persone ci sono: una è Marlen Anneti, 20 anni, festeggia il suo compleanno. Bene. Capita a tutti. Poi ha un’altra faccenda solenne: manca mezz’ora e deve andare a profondarsi sulla poltrona d’assessore. È la più giovane in Italia. Giacchettina scura attillata, pantaloni da cerimonia, capelli neri che le cascano sulle spalle è emozionantissima. Non fa nulla per nasconderlo. Il padre, Moreno, consigliere comunale è agitato come rare volte gli è successo. Non sta più nella pelle. La mamma, seduta in prima fila scruta ogni mossa della sua Marlen, un nome che i genitori gli hanno scelto tanto per dare alla figlia un tocco di germanico. Bando alle storie. Arriviamo al sodo. Allora assessore coma si sente: «Sono molto emozionata, ringrazio il sindaco e spero davvero di non deluderlo. M’impegnerò al massimo per non tradire la sua fiducia». La neo assessore, dopo la scuola, invece di frequentare l’oratorio partecipava alle riunioni della Lega. Dove capeggia la foto del leader Umberto Bossi, che da queste parti è un semidio. Però meglio non dirlo ai militanti della prima ora, quel «semi» gli urta la suscettibilità. «Andavo con mio papà.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273424